di Valentina Mira

Il racconto più condiviso di sempre sui social si chiama “Cat person” ed è di Kristen Roupenian, americana di origini armene. Esce a dicembre 2017 sul New Yorker e, complice anche un tweet di Barack Obama, si diffonde a macchia d’olio scatenando polemiche varie. Se ne parla in Italia, oggi, perché è stato tradotto il libro che contiene il racconto (edito da Einaudi Stile Libero).

✍️In breve, “Cat person” racconta un rapporto sessuale particolarmente spiacevole per lei. La ragazza, dopo una fase di flirt verbale via messaggi, esce con un tipo di qualche anno più grande e ne rimane delusa. Durante il sesso, infatti, l’autrice mette effettivamente a nudo tutta una serie di cliché maschili: la smania di emulare un porno con duemila posizioni scomode per lei, l’ansia da prestazione di lui, un dirty talking che nella sua mente risuona ridicolo. Lui è un narcisista nel senso più infantile del termine, e lei non è da meno. La ragazza non è un personaggio idealizzato, una Mary Sue, come si dice in gergo (cioè un personaggio femminile talmente perfetto da risultare irreale, falso). È invece una che, nel suo dialogo interiore, si chiede «se proponendo il film sull’Olocausto lui non avesse cercato di fare colpo», svelando una visione un po’ egoriferita e anche superficiale del mondo.

💁‍♀️Le polemiche intorno a “Cat person” sono state molteplici. Si è detto che parlava di uno stupro: ma no, non è niente di simile a uno stupro. E non lo è per la semplice ragione che lei non dice, neanche per un millesimo di secondo, di no. La maggior parte delle polemiche hanno visto come bersaglio l’autrice, e su questo Michela Murgia ha di recente portato una riflessione sacrosanta: non bisogna confondere l’autore con i suoi personaggi.

📚Il vero motivo per cui difendere “Cat person” dalle critiche, al di là della sua autrice, è che porta un punto di vista diverso. Le lettrici sono abituate ad accettare senza colpo ferire punti di vista maschili anche molto svilenti. Da Aristotele a Houellebecq, storicamente si accetta tutto quello che viene dall’uomo perché è suo il controllo della letteratura: ne è una prova il fatto che si sono dovuti aspettare 15 anni perché il premio Strega venisse vinto nuovamente da una donna.

👫Diversa la direzione in cui va la scrittrice di “Cat person”, il cui racconto andrebbe commentato dopo aver letto gli altri di cui si compone il libro. Dalla fiaba dark-psicanalitica sulla principessa che s’innamora di uno specchio, fino a quella sulle malattie immaginarie di un’altra protagonista, il suo è un punto di vista libero e nuovo, che si permette il lusso di abbandonare una visione angelicata della donna senza però approdare a quella colpevolizzante. Anche perché è l’unico modo per poter vedere anche l’uomo nella sua interezza: né come mostro, né come santo. Solo, vederlo. Vederci. Senza giudizio. Il senso della scrittura, del resto.

Titolo: Cat person
Autore: Kristen Roupenian
Edito da: Einaudi. Stile libero big
Genere: narrativa moderna
Data uscita Italia: 26/02/2019
Traduzione: Maurizia Baimelli, Cristina Mennella, Gianni Pannofino
Pagine: 180
Prezzo libreria: 17,50
Circuito IBS: 9,99

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