di Anna Toro

ROMA – Una coppia dentro un pub, San Valentino nell’aria e un quartiere di periferia che comincia a mostrare vita e bellezza tra le sue crepe nascoste: da quest’immagine che è quasi una folgorazione, nasce nella mente della fumettista romana Francesca Picardi l’idea di #Centocelleinlove. Una serie di illustrazioni, tra fotografia e fumetto, che celebrano l’amore in tutte le sue forme: istantanee di vita quotidiana, attimi rubati, gioie, tristezze e malinconie disegnate sullo sfondo del quartiere dove l’artista è nata e cresciuta, Centocelle, grigia periferia della Capitale che negli anni ha visto una rinascita in termini di cultura, socialità e attivismo.

🛤“#Centocelleinlove è nato come uno sfogo mio personale sull’amore. Alcune scene ritratte sono momenti di vita vera, altre sono frutto della mia immaginazione” spiega l’artista a Il Paese Sera. Un bacio nel sottopassaggio della metro tappezzato di manifesti, l’attesa solitaria alla fermata del tram, un abbraccio romantico in mezzo ai parcheggi, ogni scorcio del quartiere catturato da Picardi diventa così parte integrante di un vissuto emotivo, che l’artista accompagna spesso a una frase d’amore o al silenzio. Oltre che fumettista, Francesca Picardi è infatti anche una psicologa, abituata per lavoro e per passione a osservare e ascoltare le persone. “In questo progetto c’è molto di me, ma c’è anche molto di ciò che mi circonda” racconta, descrivendo il suo rapporto con Centocelle dapprima conflittuale, e poi via via più positivo.

📸 Guarda oggi il suo quartiere con gli occhi di donna adulta – e artista – che vede la propria realtà fiorire, mutare e aprirsi all’esterno, nel bene e nel male. Perché la periferia è anche un microcosmo del presente che stiamo vivendo, con i suoi conflitti e contraddizioni: “Nelle mie illustrazioni parlo anche di omosessualità, di razzismo, accoglienza, umanità, e a modo mio cerco di sensibilizzare su questi temi” spiega. Un’immagine su tutte: quella dei bambini in piazza dei Mirti, altro luogo simbolo del quartiere, in cui Picardi celebra l’installazione intitolata “Mani che affogano”, allestita a febbraio dal collettivo Arte Resistente in memoria delle persone migranti annegate nel Mediterraneo, e come forma di protesta contro le politiche del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Questi tempi richiedono presenza e un punto di vista alternativo. Uomo, donna, etero, omosessuale, italiano, immigrato: continuando a differenziare non si va da nessuna parte. Siamo persone, umani, punto”.

🖍 Riflessioni e suggestioni che #centocelleinlove mette insieme ed esplora sotto la lente unica dell’amore: 35 immagini oggi trasformate in una mostra, visitabile fino a domenica nel locale Shāh Māt, ovviamente a Centocelle. Prossima tappa, se tutto va bene, sarà invece Trastevere: un’occasione unica, secondo l’artista, di “portare finalmente la periferia in centro”.

@annaftoro