di Redazione Online

Un anno positivo lascerebbe presagire ogni bene per il futuro. Invece, nonostante il segno più registrato nel 2018 in termini di fatturato e occupazione, il sistema Confcooperative Nazionale è tutt’altro che fiducioso per il buon andamento del 2019. Anzi: a crescere è soprattutto l’allarme recessione.

📈A parlare sono i numeri. E’ vero che negli ultimi quattro mesi del 2018 il 10% delle cooperative afferma di aver migliorato la propria posizione competitiva, a fronte del 5% che dichiara di averla peggiorata. Per otto cooperative su dieci il fatturato è rimasto stabile rispetto al quadrimestre precedente, una su tre lo ha visto crescere. Superiori alle aspettative anche i dati sull’occupazione: l’85% delle cooperative ha incrementato o mantenuto stabili i livelli occupazionali. Sono raddoppiate le imprese che hanno assunto rispetto a quelle che hanno ridotto il personale (27% contro il 14%).

📉E’ altrettanto vero che peggiorano i tempi di pagamento. E’ solo il 6% delle cooperative ad aver segnalato un miglioramento nel rispetto delle scadenze. Il 12% invece, il doppio, segnala un peggioramento. A risentirne è la liquidità, che evidenzia ulteriormente il divario (in crescita) tra Nord e Sud: nel Mezzogiorno è solo 1 cooperativa su 3 ad aver giudicato buono lo stato delle casse.

👨‍💼Ci sono alcuni fattori che influenzano in particolar modo, e in negativo, le attività delle cooperative. Tra queste, su tutte, lo scarso livello della domanda interna. Il 13% ha espresso difficoltà a trovare manodopera qualificata. Il 10% poi torna a segnalare la tanto temuta burocrazia come fattore di ostacolo alle proprie attività. Ci sono poi l’imposizione fiscale, la concorrenza sleale, le condizioni degli impianti.

👩‍🔧Non certo un quadro confortante dunque per le cooperative, sempre più pessimiste rispetto all’andamento del 2019. Per il 25% di queste (il 9% in più rispetto al 2018) la recessione è una prospettiva sempre più concreta.