di Valentina Mira

ROMA – L’Europa come Giano bifronte, rispetto all’immigrazione. L’Europa da un lato accogliente, dall’altro respingente. L’Europa che sembra in ambo i casi priva di strategia.

👩‍🏫 Sono queste le parole che si leggono nel primo rapporto della Caritas sui corridoi umanitari, presentato oggi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Cosa sono i corridoi umanitari, in breve: progetti di accoglienza non a carico dello Stato, perché i fondi provengono prevalentemente dall’Otto per mille di reti ecumeniche internazionali. In Italia un ruolo propulsivo rispetto ai corridoi umanitari l’ha avuto la Comunità di Sant’Egidio. Secondo il presidente della Repubblica Mattarella si tratta di “un momento di realizzazione concreta dei principi della Costituzione italiana”. Il primo rapporto presentato dalla Caritas sui corridoi umanitari fotografa dei Paesi europei, in sostanza, irresponsabili.

🌍 Dopo un primo momento di apertura, infatti, sono stati introdotti nella normativa Ue una serie di “elementi di esternalizzazione” delle politiche di asilo e immigrazione. Il riferimento è, ad esempio, al vertice della Valletta del 2015 con i paesi africani e all’accordo tra Ue e Turchia del 2016, che hanno scambiato la gestione dei traffici umani con «una serie di incentivi in termini, ad esempio, di vantaggi commerciali, o in materia di liberalizzazione di visti».

😨 Il rapporto Caritas esprime preoccupazione per il fatto che la legislatura dell’Europarlamento si chiuderà nel maggio 2019 senza alcun accordo sull’applicazione di principi fondamentali, che vanno dalla solidarietà alla «sanzionabilità del comportamento contrario ai valori che dovrebbero costituire la base dell’adesione all’Unione europea». È per far fronte a questo scenario che il rapporto propone i corridoi umanitari come “best practice”, o comunque come possibilità concreta da consolidare.

📄La tendenza è, come si evince dalle 80 pagine del documento, quella di incentivare l’attività di associazioni come la Gandhi Charity. Non eccessivamente conosciuta, nasce nel 2008 e ha sede a Milano, opera in vari paesi africani e mira al contrasto del traffico di esseri umani. Lo fa grazie a raccolte fondi, donazioni di privati, filantropi e altre associazioni. Per la Caritas è questo il tipo di progetto che bisogna aiutare a crescere, quantomeno come cuscinetto per le inefficienze europee in tema di migranti.

@valentinamira_