di Anna Toro

📊Gli scrutini sono cominciati alle 7 di stamattina, ma i dati definitivi delle prime sezioni confermano quanto annunciato dagli exit poll della notte: sarà un testa a testa tra il candidato del Centrodestra Christian Solinas e quello del centrosinistra Massimo Zedda, con il primo avanti di un punto e mezzo. Mentre i dati continuano ad arrivare alla spicciolata – per conoscere il vincitore dovremo probabilmente aspettare il pomeriggio – l’unico risultato certo per ora è quello dell’affluenza: il dato finale delle elezioni regionali sarde ci dice che sono stati 790.709 i sardi che sono andati alle urne per eleggere il presidente della Regione e i 59 nuovi consiglieri regionali, su 1.470.401 aventi diritto. Si tratta del 53,77%, una crescita pari all’1,47% rispetto alle scorse regionali.

💬Si arresta dunque quella disaffezione al voto che contraddistingue le elezioni isolane ormai da diverso tempo, anche se il cosiddetto “partito dell’astensionismo” resta comunque forte. L’astensionismo strutturale, certo, ma anche quello consapevole, di coloro che con il “non voto” vogliono mostrare il proprio dissenso verso la politica e i suoi protagonisti. A partire dai pastori, la cui protesta eclatante ha dominato durante tutto il periodo di campagna elettorale (compreso il giorno delle elezioni, con l’attacco di uomini armati a un camion che trasportava latte nel paese di Orune). In paesi come Sindia, Siniscola e Pabillonis, diversi allevatori insieme alle loro famiglie già una settimana fa avevano riconsegnato le schede elettorali in Comune. A poco, dunque, sono servite le promesse di Salvini così come la sua massiccia presenza sull’isola.

✈️In Sardegna, però, l’astensionismo è dato anche da coloro che a votare ci andrebbero pure, ma non possono: sono i sardi che studiano e lavorano fuori sede, in crescita costante. Secondo il Centro Studi della Cna Sardegna, che analizza i recenti dati dell’ISTAT sui flussi della popolazione residente nell’isola, solo nel 2018 sarebbero 3288 i sardi – soprattutto giovani – che hanno lasciato la Sardegna in cerca di lavoro e di opportunità: si tratta del dato più alto dell’ultimo ventennio. Tornare a votare? Per molti un’impresa. Se infatti, gli elettori sardi residenti all’estero possono ricevere un contributo di indennizzo per la partecipazione alle elezioni, gli isolani che vivono nelle altre regioni d’Italia – ovvero la maggior parte – sono invece gli unici in Italia a non aver diritto alle agevolazioni sui mezzi di trasporto per raggiungere il proprio comune ed esercitare il diritto di voto. Sta ad ognuno decidere se investire o meno i circa 140 euro necessari per tornare a votare.

@annaftoro