di Emiliano Moccia

ROMA – «Il punto centrale della questione è non perdere tempo, perché il Parlamento italiano ne ha già perso troppo. L’avvio delle audizioni da parte delle Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia è una buona notizia, ma è anche vero che le audizioni non si stanno svolgendo secondo i ritmi adeguati. Procedono lentamente, si interrompono e di questo passo c’è il rischio che non si arrivi nei termini previsti all’approvazione della legge da parte dei due rami del Parlamento». Marco Cappato chiede «ai parlamentari e alle parlamentarie di fare in fretta, di ascoltare quello che succede fuori, la voce della gente, le 130mila firme dei cittadini che chiedono una buona legge sull’aiuto alla morte volontaria». Il tesoriere e leader dell’ Associazione Luca Coscioni lo chiede con forza soprattutto perché «sono rimasti solo sette mesi di tempo per normare la questione così come richiesto dalla Corte Costituzionale lo scorso mese di ottobre», quando ha rinviato al 24 settembre 2019 la decisione sul caso di Marco Cappato, che due anni fa accompagnò in Svizzera Dj Fabo accogliendo la sua richiesta di aiuto al suicidio assistito. Un atto per il quale adesso rischia fino a 12 anni di carcere, anche se la Consulta aveva fatto intendere che aiutare una persona a mettere fine alla vita non va ravvisato come crimine ed istigazione al suicidio, perché «l’attuale assetto normativo concernente il fine vita – scriveva – lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti».

👱‍♂️Cappato, quell’atto di disobbedienza civile ha già prodotto un risultato importante: la Corte Costituzione ha sospeso il suo processo e lanciato una sorta di ultimatum alla politica chiamata a legiferare in materia entro la fine di settembre.
💁‍♂️In Italia l’articolo 580 del Codice Penale configura l’aiuto al suicidio come reato. L’intento della disobbedienza civile era quello di chiamare i giudici a valutare l’azione alla luce delle tutele costituzionali e di attirare l’attenzione della politica sul “vuoto di tutele” costituzionali di cui sono vittime i malati irreversibili. La Corte Costituzionale si è espressa sui principi generali ed ha dato indicazioni utili per regolare la materia del suicidio medicalmente assistito.

👱‍♂️Intanto, in questi giorni sono iniziate in Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera le audizioni degli esperti in relazione alla proposta di legge popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia. E’ un passo determinante?
💁‍♂️Il tema è politico. Le audizioni sono importanti per definire procedure, tempi, modi, in quali condizioni si deve poter accedere all’assistenza medica per la morte volontaria, qual è il ruolo dei medici, le verifiche e tutti gli aspetti che ruotano intorno alla legge. Ma la scelta di fondo è politica, perché il Parlamento è chiamato ad affrontare il tema dell’eutanasia aprendo un dibattito pubblico, favorendo la discussione su questioni ed obiettivi concreti. Sarebbe bello, per esempio, se il servizio di informazione pubblico desse spazio in prima serata a programmi in cui si confrontano opinioni favorevoli e contrarie alla legge, in modo da creare maggiore coscienza e senso di partecipazione.

👱‍♂️Al 24 settembre mancano ancora sette mesi. Pensa che il Parlamento ce la farà a deliberare entro quella data?
💁‍♂️Se il Parlamento decide bene, altrimenti la Consulta è legittimata ad intervenire direttamente emettendo una sentenza per decidere sulla materia. Le indicazioni che ha dato sono chiare, e puntano a disapplicare l’articolo 580 del Codice Penale fissando nuove condizioni.

👱‍♂️Quando, secondo lei, una persona è legittimata a ricorrere all’aiuto al suicidio?
💁‍♂️Innanzitutto, parliamo di persone che devono essere assolutamente in grado di intendere e di volere. Persone capaci di fare una scelta libera, responsabile e consapevole. Parliamo di persone affette da malattie irreversibili, che non possono essere curate, che convivono con sofferenze fisiche intollerabili. Se si sceglie la via dell’eutanasia vanno effettuate verifiche reiterate sia della dichiarazione di volontà sia delle condizioni di salute, proprio come succede in Paesi come Belgio, Svizzera, Olanda, garantendo assistenza sanitaria, psicologica, psichiatrica. La legge aiuterebbe a mettere ordine, a consentire a chi soffre di esercitare il proprio diritto di scegliere una morte dignitosa.

👱‍♂️Fabiano Antoniani a causa di un incidente divenne tetraplegico, cieco e non più autosufficiente e le chiese di accompagnarlo in una clinica svizzera per ottenere il suicidio assistito. Quante persone che oggi vivono la condizione di Dj Fabo la contattano manifestando la sua stessa volontà?
💁‍♂️Arrivano richieste tutti i giorni. In due anni sono più di 650 le persone che hanno chiesto aiuto per essere aiutate a morire nei Paesi in cui il suicidio assistito è legale o per ricevere sostegno psicologico. Il tema è molto sentito. Dopo due anni possiamo dire che i messaggi di Dj Fabo sono stati ascoltati, dagli italiani e dalla Corte Costituzionale. Se non arriverà la legge, continueremo ad aiutare le persone a far valere i propri diritti fondamentali. Rifarei quello che ho fatto, e con Mina Welby e Gustavo Fraticelli lo rifaremo ancora se sarà necessario.

👱‍♂️Dal 22 al 24 marzo l’associazione Luca Coscioni terrà una mobilitazione nazionale per tenere alta l’attenzione sull’eutanasia legale. Perché è importante questo appuntamento?
💁‍♂️Tutti i sondaggi sostengono che 3 italiani su 4 sono favorevoli all’eutanasia e ad avere una legge sul fine vita. Il Parlamento si è fatto finalmente vivo, ma sono rimasti solo sette mesi di tempo per una buona legge sull’aiuto alla morte volontaria. In quei giorni, quindi, sensibilizzeremo i cittadini e raccoglieremo firme per chiedere una rapida discussione della legge ed allo stesso tempo solleciteremo il Parlamento ad essere collegato con quello che succede fuori nelle piazze, a farsi interprete delle richieste che sempre con più forza si levano dalla nostra società.

@emimoccia