di Luca Mattiucci e Giulia Polito

ROMA – La scena si apre dentro una grande biblioteca, in mezzo ad un vortice di pagine volanti. Prosegue in mezzo ai boschi del Nord Europa per poi spostarsi lontano, dove un gruppo di donne in abiti tradizionali danzano con grazia e allegria intorno ad fuoco. Posto che vai, tradizioni che trovi. Il 21 marzo si celebrano molte cose: la poesia, la primavera e le foreste che in questo video vengono raccontate con bellezza e magia. Fino a quando l’obiettivo della camera non cambia prospettiva e la scena si fa cupa. Al centro solo un uomo che ci ricorda che oggi è anche la giornata mondiale della sindrome di Down e che no, non c’è molto da festeggiare.

🎥 La provocazione arriva da CoorDown, promotore della campagna “Reasons To Celebrate”. Ancora oggi le persone con sindrome di Down faticano a costruirsi una routine che consenta loro di vivere in autonomia. A partire dall’istruzione: sono ancora troppi gli alunni che non hanno la possibilità di ricevere i giusti supporti a scuola. Mancano ancora strumenti efficaci per favorire l’accesso delle persone con sindrome di Down al mercato del lavoro con inquadramenti e contratti adeguati. L’autonomia abitativa e la possibilità di vivere una relazione sentimentale, diritti fondamentali per chiunque, sono ancora obiettivi irraggiungibili per molti. Ecco: non c’è molto da festeggiare.

👪 Il claim lanciato da CoorDown quest’anno “Leave no one behind” non è altro che la sintesi estrema di ciò che le Nazioni Unite hanno già posto tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Non è difficile, si inizia imparando a conoscere l’altro senza pregiudizi. Finiremo con il riconoscerci tutti.

🤝 Se oggi navigando sul nostro sito noterete una home page tutta arancione rassicuriamo sul fatto che non siete impazziti e non c’è alcun errore di sistema. E’ il nostro modo di celebrare, senza festeggiare, la giornata mondiale della sindrome di Down. Ci uniamo a CoorDown perché fino a quando anche una sola persona non avrà le stesse opportunità di studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, non ci sarà ragione di festeggiare. L’inclusione sociale sarà davvero da festeggiare solo quando non ci sarà nemmeno una persona con sindrome di Down lasciata indietro ed esclusa. L’appello della Campagna è quello di “non lasciare nessuno indietro”. Un messaggio che vale per tutti gli esseri umani non solo per le persone con disabilità. Ogni persona deve poter vivere una vita piena e senza ingiustizie, a partire da uguali diritti e opportunità, in ogni aspetto collettivo e individuale.

@IlPaeseSera