di Emiliano Moccia

ROMA – Giulio è un senza fissa dimora di quasi 58 anni. Vive in strada da così tanto tempo che anche l’intenso celeste dei suoi occhi ha iniziato a mutare colore, a diventare più cupo, più scuro. Eppure, non ha perso né il sorriso, né l’entusiasmo. Anzi, da quando è stata approvata la legge sul Reddito di Cittadinanza guarda con più ottimismo al futuro. E se lo incontri la sera tra i poveri che affollano il piazzale della stazione di Foggia, lo senti parlare di una possibile ricostruzione della sua vita: «Se prendessi il reddito di cittadinanza, mi prenderei una casa in affitto».

😥 La residenza è un requisito essenziale per richiedere beneficio. Per questo, Giulio nei mesi scorsi ha richiesto ed ottenuto dal Comune la residenza anagrafica fittizia, l’indirizzo virtuale che riconosce diritti come: assistenza sociale, sussidi economici, diritto di voto, rilascio della certificazione anagrafica di stato civile, assistenza legale. E per completare il suo progetto si è recato ad un ufficio postale, ha fatto la fila, ha compilato il suo modulo ed ha chiesto il sussidio. Ora non gli resta che aspettare. Ma Giulio aspettarà invano. E come lui Marco, Liliana ed altre migliaia di senza fissa dimora.

📄 Perché la misura contro la povertà introdotta con Decreto Legge n. 4/2019 e cavallo di battaglia elettorale del Movimento 5 Stelle, nasconde un requisito importante che di fatto esclude dal beneficio proprio le persone che ne avrebbero maggiore bisogno. La misura, infatti, può essere richiesta da coloro che sono residenti sul territorio nazionale da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi. E qui scatta il requisito che mette fuori gioco migliaia di clochard. Italiani e migranti che siano. «Il governo ha deciso di tagliare fuori dal reddito di cittadinanza tutte le persone che non hanno una residenza e che vivono in strada» spiega Antonio Mumolo, presidente dell’Avvocato di strada Onlus che nelle scorse settimane, insieme alla insieme alla fio.PSD – Federazione italiana degli organismi che si occupano di persone senza dimora – aveva più volte rivolto appelli al Governo affinché fosse cambiata la legge.

🤲 «Gli emendamenti che avevamo proposto per estendere anche alle persone che vivono in strada il reddito di cittadinanza non sono stati accolti. Per ricevere la misura – sottolinea Mumolo – occorrerà avere avuto dieci anni di residenza, di cui gli ultimi due consecutivi. Dunque, tutte le persone senza dimora e quindi senza residenza non potranno neanche fare la domanda». Di conseguenza, sulla piattaforma BuonaCausa.org è stata lanciata una petizione online che punta a raccogliere almeno 10mila firme per «chiedere al Governo di includere anche le persone senza dimora e senza residenza tra chi ha il diritto di richiedere il reddito di cittadinanza».

@emimoccia