di Giulia Polito

ROMA – Michael Ben Ari non potrà candidarsi alle prossime elezioni del 9 aprile. Il verdetto della Corte Suprema israeliana ribalta il parere espresso dalla commissione elettorale della Knesset, il parlamento. Ben Ari, presidente del partito di estrema destra Otzma Yehudit è infatti accusato di razzismo anti-arabo.

💁‍♀️In Israele è la prima volta che viene impedito ad un singolo candidato, e non ad un partito, di presentarsi alle elezioni dal 2002, da quando la legge elettorale ha subito delle modifiche. La decisione della Corte arriva su input dei politici di sinistra che hanno presentato un appello a seguito di un intervento di Ben Ari che risale all’agosto 2018. “Dobbiamo cambiare le cose per chiunque osi parlare contro un ebreo – aveva dichiarato – e fargli sapere che se lo fa è un uomo morto, non deve uscirne vivo: non si tratta di espellerlo o di spogliarlo della sua cittadinanza! Un plotone d’esecuzione lo deve tirare fuori mentre gli arabi capiscono meglio”. In seguito Ben Ari ha precisato che il riferimento era solo alla leadership di Hamas, non a tutti gli arabi.

👨‍⚖️E’ il procuratore generale Avichai Mandelblit a motivare la decisione di impedire la candidatura di Ben Ari, affermando che le parole pronunciate «costituiscono l’obiettivo centrale e prioritario del candidato, un’espressione determinante della sua identità». Ben Ari è seguace del rabbino Meir Kahane, fondatore del movimento Kach messo fuori legge nel 1994. Ma contrariamente al suo predecessore, lui è riuscito negli anni a ritagliarsi uno spazio politico importante, al punto da essere stato anche membro della Knesset.

@GiuliaPolito