di Maria Grazia Cucinotta 

Negli ultimi mesi si è parlato tanto di #Metoo, un movimento importante che dovrebbe mettere fine agli abusi, alla violenza ed alla discriminazione o quanto meno accendere i riflettori sul tema. Il rischio come al solito è la tanta confusione mediatica e i troppi gossip, che distolgono l’attenzione dall’argomento principale: la tutela delle donne.

Un movimento simile dovrebbe innescare nella politica, in chi fa informazione e nella società tutta la voglia di avviare un cambiamento vero e radicale nella percezione delle donne all’interno della società. Quante volte vi sarà capitato di vedere quelle giovani ragazze che troppo spesso si notano ai bordi dei marciapiedi ad ogni ora del giorno e della notte, per loro c’è solo la nostra indifferenza, come se facessero parte di un paesaggio squallido che merita solo il nostro biasimo e nulla più. Penso anche con rabbia e tristezza a quelle donne prigioniere di violenze e di paure, dentro le loro case o nei luoghi di lavoro.

A tutte queste donne nessuno offre sostegno, nessuno chiede loro se abbiano bisogno di aiuto. Sempre di più, anzi, si riducono gli interventi a loro tutela. E invece è proprio chi non può difendersi che dovrebbe essere al centro delle preoccupazioni di una società che si dice civile. Invece le donne restano invisibili. È ora che iniziamo ad ammettere che il problema non è circoscritto solo allo star system, ma è purtroppo molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Forse alla porta accanto. Il #Metoo va bene, ma magari quei riflettori teniamoli accesi anche dopo lo show.