di Giulia Polito

C’è un nuovo miracolo a Milano.
No, stavolta non è frutto del genio di De Sica. Qui il cinema non c’entra nulla: non è finzione, è la realtà. La stessa che da un anno viene mistificata, oltraggiata, umiliata, nascosta. E’ stato detto che è in corso un’invasione, addirittura una sostituzione razziale, che ci sono dei confini da difendere, interessi da salvaguardare. E’ stato detto che bisogna avere paura del prossimo e basta essere buonisti. Che i diritti dei più deboli sarebbero stati difesi. Che a chiederlo era il popolo italiano, guardandosi bene dal ricordare che il “popolo” a cui il ministro Salvini si riferisce è solo il 17% degli elettori che il 4 marzo 2018 ha espresso il voto a suo favore.

Eccoli i fatti: più di 250 mila persone si sono date appuntamento ieri a Milano per dire che no, le scelte fatte sinora non rappresentano la volontà popolare, ma solo quel 17%. Ma un ministro della Repubblica è un ministro di tutti e questa piazza dovrà ascoltarla: a Milano ha sfilato il popolo che non ha paura e non vuole confini.

C’è un nuovo miracolo a Milano. Un miracolo compiuto dalle persone in sedia a rotelle e dagli anziani con il bastone, alcuni sostano sulle seggiole pieghevoli dopo il chilometro percorso che separa i Giardini Montanelli da Piazza Duomo. Dai genitori e dagli insegnanti che tengono i bambini per mano. «Stato di famiglia: mamma antirazzista, papà antifascista, Agnese militante buonista» si legge sul cartello di una famiglia che cammina in mezzo al corteo, mentre la piccola di casa dal passeggino si guarda intorno incuriosita. Dai migranti africani, i nuovi proletari del mondo intrappolati dentro un sistema che li vuole ancora schiavi, a casa loro come a casa nostra. E’ un miracolo di tutti, uomini e donne, che ieri si sono riappropriati della piazza in cui un anno fa Matteo Salvini, Bibbia alla mano, gettava le basi per instaurare il suo Governo della paura.

C’è un nuovo miracolo a Milano: la nascita di una nuova resistenza civile.

@GiuliaPolito