di Luca Mattiucci

“Casapound va sgomberata!”, “I fatti recenti dicono che c’è una volontà politica a mantenere lo stato delle cose”, “Questo Governo favorisce la permanenza illegale di Casapound nello stabile in via Napoleone III”, “Sgomberata i fascisti”

In sintesi questo abbiamo letto su centinaia di bacheche social in merito alla notizia che la sede occupata di Casapound non sia tra le priorità in tema di sgomberi.

Ciò che molti si sono chiesti è perché non è arrivato l’ok a sgomberare? Di questi molti indignati la stragrande maggioranza sono di sinistra. Quella che esiste oltre il PD. Perché essere di sinistra non coincide con il PD, oggi più che in passato. Come volere dare al contenitore più importanza del contenuto. I simboli vengono dopo le scelte e le idee. E il PD oggi non compie le proprie e scarseggia di seconde.

La sinistra oggi è fuori da quella sigla e non è necessariamente estrema. Si assomiglia di più a Zombie che vagano tra le macerie sapendo esattamente dentro cosa vuol dire essere di sinistra. Ma senza più incontrare un luogo dove riversare, confrontarsi, dove sentirsi compresi, capiti e rigenerati. Gli unici convinti di poter segnare un legame tra il PD divenuto marchio infelice e le idee sempre più affievolite e schiacciate che albergano dentro milioni di persone sono gli haters del web che bollano qualunque accenno di pensiero contrario al sovranismo-populista come #piddiota.

MASTROLINDO “ME SPICCIA CASA”
Ma se la sinistra vuole davvero ritrovare un’identità, un luogo fisico e ideale, vero e condiviso dove incontrarsi deve ripartire dalle idee. Quelle idee che, ormai, dopo l’era

Minniti-svuota-porti-lasciamoli-crepare-in-libia,

Carlo Calenda-combatto-a-torso-nudo-che-sono-figo-pure-oltre-i-sovranisti,

Laura Boldrini-li-so-fa-pure-io-i.cartelli-mi-sento-empatica,

Matteo Renzi-Io-salverò-la-sinistra-semplicemente-portandola-al-centro-anzi-no-a-destra,

I Parlamentari-adesso-appena-escono-dal-seminato-vi-diciamo-che-sono-peggio-loro-di-noi-ma-noi-meglio-non-sappiamo-essere,

sono scomparse, maciullate, gettate in vacca e va bene così purché vediamo di racimolare una poltrona.

E allora per Casabau (nome con il quale si cerca di sdrammatizzare questa anomalia made in Italy ndr) che effettivamente spazza ogni giorno la sua sede, ha dei cessi che Mastrolindo “me spiccia casa”, letti rifatti con piega a cm 3,5 e risvoltino incluso, gledeospin sparato come fosse nervino per atterrire il nemico acaro, che le bollette della luce le pagano un giorno prima della scadenza come faceva mio zio perché sono bravi ragazzi (che se gli parte il nervoso trasformano tutto in un “bagno di sangue” cit.), ecco lì che l’indignazione cresce e monta.

I FASCISTI DEL PULITO
Ad alimentarla sono i politici perché il tema si presta: i fascisti del pulito non vengono sgomberati. E via di tweet e di post, storielle su Instagram che incitano a far diventare la questione dello sgombero origine di ogni male.

La raccolgono e la fanno propria tutti quegli zombie orfani e la rilanciano perché dentro lo sanno che in quel ragionamento qualcosa di buono c’è. Lo avvertono, lo percepiscono. Però gli sfugge che il cambio di prospettiva è quello che ti frega. E’ quel cambio sottile che ti ha sprofondato nella tua zombitudine. E’ quel giorno in cui hai messo da parte le idee per il fine e sei rimasto fregato.

Però se solo per un attimo ti fermi, ti sganci dal pc e lasci perdere gli occhi rossi, rossi da schermo e anche un pò da quell’incazzatura nera perché l’ingiustizia la senti ma non la vedi. Ecco, se per un attimo lasci da parte i social e scendi in strada. T’incammini verso il palazzo del “nemico” e tra quelle macerie ti fermi un attimo a guardare da fuori. All’improvviso capirai.

Capirai che quello è un’edificio occupato, che le pratiche di occupazione di edilizia abbandonata è un caposaldo di anni e anni di lotte a cui non puoi rinunciare. Lascia stare chi l’ha occupata per un attimo e pensa alle battaglie per restituire spazi alla collettività. Pensa al fatto che in passato più che oggi quei centri, quelle realtà erano il fulcro della vita sociale di quartiere. Pensatoi svuotati dall’assenza di idee, confronto.

Non puoi rinunciare, se lasci le tue idee il buio ti tira dentro. Ti avvolge, lo senti come ti avvolge? E non ti lascia. Quel buio è vincere con qualsiasi mezzo anche con la burocrazia, la stessa che nei tuoi centri sociali, nelle tue sezioni non volevi farci entrare. La politica benpensante e perbenista fuori da qui! Solo lotta, vera. Per i più deboli, per gli indifesi, per gli esclusi. Le occupazioni non si toccano.

E si ti viene il maldipancia a pensare che questo mondo assurdo ti sta dicendo che devi pronunciare una difesa d’ufficio per quelli lì, per le tartarughe ninja tanto carucce che ti hanno fatto rinnegare le tartarughe che t’avevano regalato quando avevi dieci anni.

E vedi? Fino a un minuto fa ti sentivi tipo Kenshiro con le pietre dei palazzi che frantumati dall’ennesimo ceffone di Raoul salivano su nel cielo scuro tutto attorno a te e ora per un attimo hai rivisto che sul petto hai ancora quelle benedette stelle di Okuto. Che servono ancora a qualcosa, che li in fondo a ognuna di esse un minimo bagliore torna a splendere.

Le pietre ti si sono fermate attorno in stile rallenty, è una frazione di secondo ( che da bambini durava circa mezza puntata) ma è proprio li che capisci che il problema non è una sede occupata da qualcuno. Che l’occupazione è un atto sacrosanto di riappropriazione della cosa pubblica.

Che il problema, quello vero, non è se l’ufficio di igiene ha trovato degli scarafaggi lì dentro e chiude un occhio.

Il problema che ora vedi grande, chiaro e limpido davanti a te è che un’organizzazione che dichiara di essere con i fatti e con le parole erede del fascismo italiano va sciolta, chiusa, azzerata. Non lo dice l’ufficio di igiene, ma la Costituzione Italiana. Punto.

@lucamattiucci