di Maria Grazia Becherini 

ROMA – Cinema irregolare. Così, in sintesi, si potrebbe definire il lavoro di Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, montatore e anima del Cinema Azzurro Scipioni di Roma, “piccola chiesa” consacrata al culto dei film di qualità. Scegliendo l’autoproduzione e la clandestinità, in aperta sfida contro le logiche del mercato cinematografico, ha sempre rivendicato l’assoluta autonomia da tutto e tutti. “Ora e Sempre Riprendiamoci la Vita”, in questi giorni in sala, è il suo ultimo progetto realizzato montando materiale d’archivio sul periodo che va dal 1968 al 1978, decennio cruciale della storia del Novecento, vissuto da lui stesso in prima linea. Dalle rivolte studentesche alla morte di Moro, la polvere degli scontri sfuma nelle parole dei testimoni diretti di quegli anni, un documentario forse ingenuo, che pur non aggiungendo molto al racconto di fatti noti commuove per la passione del suo autore, agitatore culturale di professione.