di Emiliano Moccia

ROMA – Potenziali rischi di abuso. Sofferenza provocata dalla scarica elettrica. Perdita di controllo del sistema muscolare. Dolore acuto. E, nei casi più gravi, morte per arresto cardiaco. Mauro Palma mette tutto per iscritto. E aggiunge: «Dal punto di vista tecnico, il Taser deve essere tarato in maniera tale che il nu­mero, la durata e l’intensità delle scariche siano mantenuti entro un livello di sicurezza». Nella “Relazione al Parlamento 2018” presentata due giorni fa, il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale lo dice chiaramente: «Dal punto di vista della utilità dell’introduzione del Taser, solo se il suo impiego farà diminuire il ricorso alle armi da fuoco e al contempo garantirà la sicurezza di tutti gli attori coinvolti, si potrà dire che la sperimentazione avrà avuto esito positivo. Rimangono, infatti, le riserve e le cautele già espresse in passato».

💁‍♂️ Dallo scorso 5 settembre, in 11 città italiane (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi) è partita la sperimentazione del Taser (Thomas A. Swift’s Electronic Rifle), un congegno simile a una pistola in grado di rilasciare scosse elettriche ad alto voltaggio al fine di inibire l’uso autonomo del sistema muscolare e rendere la persona, nel corso di un’opera­zione di Polizia, sostanzialmente impotente, sebbene per un periodo tempora­neo, tale da consentire agli agenti di metterla sotto controllo. La sperimentazione – affidata alla Polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri e alla Guardia di Finanza – ha previsto una dotazione iniziale di 30 pistole elettriche distribuite nelle città coinvolte. Ma il Decreto Legge 113/2018 consente anche alla Polizia Municipale dei comuni con più di 100mila abitanti di dotarsi delle pistole a impulsi elettrici. Possibilità che ha spinto Palma ad esprimere «preoccupazione» per la possibile estensione della sperimentazione anche alle Polizie locali e raccomanda nella sua relazione che «se proprio si intende avviare una sperimentazione e se si prevede una sua estensione, allora è essenziale prevedere altresì un’Autorità esterna che – a livello nazionale – monitori l’utilizzo delle pistole elettriche da parte degli operatori di Polizia, anche sulla base di un principio di cautela per gli stessi operatori».

😐 La preoccupazione del Garante nazionale dei detenuti sull’estensione del Taser anche alla Polizia Municipale, è un sentimento sempre più condiviso anche dai Consigli Comunali italiani che stanno bocciando l’utilizzo. E’ il caso delle città di Palermo, Trento, Firenze, Ancona. Tra gli ultimi consigli comunali ad aver respinto la proposta, quello di Torino, che ha trovato d’accordo Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle. Del resto, la stessa Associazione Antigone che si batte per affermare i diritti dei detenuti aveva scritto ai consigli comunali ed ai sindaci delle città proponendo un ordine del giorno con il quale si impegnassero a non adottare quest’arma. Contro l’utilizzo e la pericolosità del Taser si sono espressi in più circostanze anche la Corte Europea dei Diritti Dell’uomo e l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha equiparato l’uso della pistola elettrica ad una forma di tortura. E l’inchiesta della Reuters mostra i punti deboli di quella che viene definita “arma di dissuasione non letale”: da quando il Taser si è diffuso ed è stato adottato dai vari dipartimento di polizia negli Stati Uniti, si sono registrati 1.005 incidenti in cui persone sono morte dopo che gli agenti le hanno stordite con la scarica elettriche. La denuncia della Reuters non è passata inosservata anche a Palma che l’ha appuntata anche nella sua Relazione al Parlamento, chiudendo il documento con una riflessione: «Resta aperto l’interrogativo circa quale sia stata l’effettiva necessità che abbia spinto il legislatore nel 2014 ad ampliare l’armamento in dotazione delle Forze dell’ordine con uno strumento che richiede molta più cautela di quanto la sua definizione di non letalità lasci presupporre».

@emimoccia