di Erika Menghi

ROMA – C’è una squadra femminile che guida una Ferrari alla 24 Ore di Le Mans. Proprio la scuderia per cui Fernando Alonso potrebbe tornare in Formula 1, solo che in questo caso non è rossa come la conosciamo ma azzurra e rosa. Le “Iron Dames” sono le pilotesse che nel weekend affronteranno la famosa e stremante maratona automobilistica che pone fine al campionato mondiale endurance. L’anno scorso era stato il bi-campione iridato di F1 a trionfare, una prima volta indimenticabile per lui che da tempo coltivava questo sogno. Allo spagnolo basta un 7° posto per conquistare il titolo Wec, che potrebbe essere un dolce lieto fine per quest’avventura. Già, perché lo spagnolo ha annunciato che non si schiererà più nella classica della Sarthe nei prossimi anni. Se il futuro sarà un ritorno alle piste del passato non è ancora chiaro: «Non lo so», ripete Alonso a chi gli domanda della Rossa.

IL PRESENTE STORICO 

Intanto, si ritroverà davanti la Ferrari 488 GTE del team “Iron Dames”, formato da Michelle Gatting, Rahel Frey, e Manuela Gostner. Una danese, una svizzera e un’italiana. Anzi, di più: la terza pilotessa italiana nella storia a correre nella 24 Ore di Le Mans. Prima di lei, ormai oltre 40 anni fa, Anna Cambiaghi e Lella Lombardi. «È la gara più ambita dai piloti. Tutti vogliono parteciparvi. Essere qui per me un sogno e non mi aspettavo arrivasse così velocemente l’occasione di realizzarlo», ha raccontato Manuela prima di accendere i motori. E pensare che fino a poco tempo fa giocava a pallavolo e a questi eventi assisteva dal salotto di casa perché il papà se li guardava in tv. La passione per il motorsport è sbocciata tardi, stare sul paddock le è piaciuto subito però e non è più riuscita a farne a meno. Nemmeno dopo la maternità (ha due bimbe).

OBIETTIVO 

La squadra di Gostner si è già distinta nelle prime gare dell’European Le Mans Series, conquistando il secondo gradino del podio nel debutto a Le Castellet, e segnando così un primo punto positivo e incitante verso il circuito de la Sarthe. Nelle qualifiche non hanno fato un buon tempo e partiranno dalle retrovie, ma hanno voglia di riscattarsi subito: alle 15 di sabato 15 giugno la partenza, arrivo il giorno dopo alla stessa ora. Un’altra pilotessa, Deborah Meyer, è la madrina del progetto, sostenuto anche da Ronnie Kessel e da FIA Women in Motorsport, che si pone l’obiettivo di mettere le donne sullo stesso livello tecnico degli uomini. Una battaglia che va a 300 all’ora.

COME FUNZIONA LA 24 ORE DI LE MANS? 

In ciascuna auto ci sono tre piloti che si alternano alla guida. Ognuno deve stare al volante per almeno 4 ore. Ma non più di 14. Il tracciato ha una lunghezza di oltre 13 chilometri. La vittoria va al team che ha coperto la maggior distanza alla fine del giro durante il quale è scaduto il periodo di 24 ore continuate di corsa. Si scende in pista anche di notte, è quando cala il buio che aumentano pericoli ed emozioni. Ad ogni sosta (30 in tutto) si fa il pieno di carburante, e di energie. Non sembra una gara per donne? Le “Iron Dames” sono pronte a dimostrare il contrario.