di Viola Giannoli

ROMA – Troppi pochi medici – circa 10mila sarebbero i posti scoperti dagli specialisti oggi in Italia – e troppi neolaureati in pronto soccorso e sulle ambulanze. La denuncia arriva da Anaao Assomed. E da Nord a Sud piovono diffide a tutte le aziende ospedaliere e alle Regioni contro l’utilizzo di giovani medici senza specializzazione né concorso, reclutati da cooperative private e non valutati dalle Asl.

«La presenza di neolaureati senza pratica clinica in pronto soccorso e sulle ambulanze è un fatto gravissimo, illegale e va impedito perché mette a rischio la vita dei pazienti e riduce la sicurezza delle cure» si sfoga il segretario regionale del Veneto dell’Anaao Assomed Adriano Benazzato, Coordinatore della conferenza permanente dei segretari regionali e delle province autonome.

«A partire è stato il Veneto nel 2016, ma ora si è diffusa a macchia d’olio in tutte le regioni la pratica dei camici bianchi con contratti libero professionali a chiamata diretta o attraverso le cooperative a cui si appoggiano» spiega Benazzato a Il Paese Sera. «Una pratica adottata perché i dirigenti non sapevano che pesci pigliare e si sono buttati su medici militari, pensionati, neolaureati. Ma le asl non possono continuare così perché si viola la legge dello Stato che obbliga ai concorsi per l’impiego nel pubblico. Il ricorso a quel tipo di contratto è stato dichiarato illegittimo anche dal Consiglio di Stato».

Una delle società che partecipa con frequenza agli appalti delle asl nelle regioni è la Srl romana Medical line consulting: «Abbiamo 500 medici in tutta Italia, quando vinciamo una gara garantiamo i turni che ci chiedono – spiegano all’Ansa dall’azienda – e la qualità del medico. Il professionista deve avere specializzazioni o equipollenze. Le tariffe variano a seconda delle specializzazioni che hanno, se fanno un turno di 12 ore arrivano a prendere 500 euro lordi».

L’ultima diffida è arrivata dal Lazio e alla voce di Benazzato si aggiunge anche quella della segretaria regionale di Anaao Piemonte, Chiara Rivetti: «Nella nostra regione la situazione nei pronto soccorso è molto critica. Vengono presi professionisti forniti dalle cooperative e da società. Come sindacato siamo stati chiamati da alcuni neolaureati (abilitati) molto allarmati perché nonostante fossero stati reclutati per urgenze minori (codici bianchi e versi) si sono ritrovati a dover affrontare emergenze più gravi».

L’Anaao ha spinto perché fosse inserita nella legge di Bilancio e poi nel Dl Calabria una norma per permettere agli specializzandi dell’ultimo anno e del penultimo anno di accedere ai concorsi pubblici. «Si tratta di giovani con già 4 o 5 anni di esperienza alle spalle, dunque in grado di essere inseriti in contesti lavorativi come quelli di emergenza-urgenza. Una soluzione importante a livello di numeri – spiega Benazzato – Gli specializzandi degli ultimi due anni e i neo specialisti sono circa 18mila».

Attualmente invece i dati raccontano una situazione drammatica: «In Veneto siamo la seconda regione messa peggio del resto d’Italia: mancano 1295 medici. La Regione però dagli ultimi mesi del 2018 a oggi ha bandito concorsi per più di 850 posti da dirigente medico, più ulteriori 256 posti questa mattina».

Quanto all’aumento di posti per il numero chiuso di Medicina, una piccola parziale vittoria per le organizzazioni universitarie, il segretario Anaao ha un giudizio netto: Una scelta demenziale e completamente errata perché così il ministero ha buttato milioni di euro per avere specialisti tra 12 anni invece di impiegarli per 2 mila borse di studio per le scuole di specializzazione, una vera emergenza».

Una delle società che partecipa con frequenza agli appalti delle asl nelle regioni è la Srl romana Medical line consulting: “Abbiamo 500 medici in tutta Italia, quando vinciamo una gara garantiamo i turni che ci chiedono – spiegano dall’azienda – e la qualità del medico. Il professionista deve avere specializzazioni o equipollenze. Le tariffe variano a seconda delle specializzazioni che hanno, se fanno un turno di 12 ore arrivano a prendere 500 euro lordi. In Molise abbiamo partecipato alla gara d’appalto in aprile per fornire una serie di specialisti, ma il Commissario ha bloccato tutto. Siamo molto presenti in Piemonte e in Veneto”.

[Foto di Fernando Zhiminaicela da Pixabay]