di Viola Giannoli

ROMA – Tensione, urla, spintoni, poi un agente estrae la pistola dalla fondina e si sente un grido: “Guarda che ti sparo eh!”.

È sera al Porto di Civitavecchia, mercoledì 26 giugno. Decine di cittadini tunisini sono fermi sulla banchina del molo 28 in attesa del traghetto “Catania” su cui imbarcarsi, fermo per un guasto per più di 5 ore. La pazienza finisce e la tensione si alza. Così racconta Réalités online riportando le dichiarazioni di Mohamed Ben Souf, rappresentante della circoscrizione italiana all’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo (ARP), a Mosaïque FM.

Un agente chiede che un auto venga spostata e spinge un uomo contro la macchina. Ne nasce un parapiglia. Tutto ripreso da un cellulare. Interviene un secondo agente che dopo pochi secondi dall’inizio del video, postato sui social network, perde il controllo, schiaffeggia un uomo, poi tira fuori la pistola e urla: “Ti sparo”, “Guarda che ti sparo eh”.

Ad intervenire, a quanto risulta da Il Paese Sera che ha sentito la Questura di Roma in contatto con il commissariato di Civitavecchia, è stata la polizia di frontiera che dipende dal Dipartimento della pubblica sicurezza del dicastero guidato da Matteo Salvini.

Nel comunicato stampa diramato nel primo pomeriggio del 1° luglio e firmato dal vice questore Lorenza Ripamonti che dirige la polizia di frontiera di Civitavecchia, si legge che i due poliziotti sono stati avvicinati dalle guardie giurate intervenute per prime al molo che hanno raccontato loro di essere state «accerchiate e aggredite». I due agenti avrebbero invitato dunque più volte i tunisini, definiti «facinorosi», a rimuovere la Mercedes che bloccava altre auto presso una rotonda e a quel punto un cittadino tunisino avrebbe «colpito all’addome uno dei due operatori».

«Offese e strattonamenti continuavano senza soluzione di continuità in una sproporzione numerica – si legge ancora nel comunicato – che imponeva agli operatori di richiedere ulteriore ausilio e costringeva uno dei due ad estrarre l’arma di ordinanza a scopo intimidatorio al solo fine di evitare ulteriori sopraffazioni».

All’arrivo anche degli agenti del commissariato di Civitavecchia, dei carabinieri e della Guardia di Finanza, tre cittadini tunisini sono stati arrestati. Arresto, è scritto nella nota, poi convalidato dalle autorità competenti. Secondo Mohamed Ben Souf i tre erano incensurati e uno di loro sarebbe stato processato e condannato a 7 mesi con la condizionale. L’ambasciata tunisina in Italia ha riferito invece a Il Paese Sera che le persone coinvolte sono state fermate per poche ore e poi sono ripartite per la Tunisia. L’ambasciatore Moez Sinaoui, riporta Réalités, avrebbe contattato il ministero dell’Interno. E la vicenda si sarebbe risolta rapidamente.

Quanto al video diffuso, la nota di polizia conclude: «Qualora emergessero profili di responsabilità degli operatori intervenuti, questi ultimi saranno segnalati per i provvedimenti del caso».

Restano i video a testimoniare una vicenda su cui ancora fare piena luce.