di Giulia Polito

ROMA – «Unitevi a noi e se le istituzioni non vorranno riconoscere lo stato di emergenza in cui ci troviamo, sarà la nostra azione, con un’unica voce, a decretarlo». I giovani del Fridays For Future lanciano un nuovo appello. Che stavolta mira ad un pubblico di riferimento ben preciso: i lavoratori, soprattutto quelli delle attività a maggiore impatto ambientale sui territori.

I seguaci della giovanissima Greta Thunberg scenderanno nuovamente in piazza il 27 settembre per un’altra giornata di sciopero globale. «In questi mesi – scrivono – abbiamo conosciuto la lotta di lavoratrici e lavoratori dell’industria pesante, dell’estrazione dei combustibili fossili, del petrolchimico, dell’edilizia e dell’industria agroalimentare e di tutti i lavoratori delle attività più dannose per l’ecosistema e per la salute della popolazione. Sappiamo che sono loro, già ora, le prime vittime di questo sistema».

Vittime non solo per la salute, ma anche per il portafoglio. Con l’arrivo delle prime ondate di caldo estivo particolarmente intense aumenta anche la richiesta energetica. In particolare, secondo uno studio pubblicato proprio oggi su Nature Communications, entro il 2050 i cambiamenti climatici potrebbero far schizzare la domanda energetica fino al +58%, al netto dell’aumento determinato dall’incremento demografico e dal reddito. Intanto il 2018 è stato il quarto anno più caldo a livello globale.

«Lavoratrici e lavoratori – si legge ancora – per noi siete interlocutori ineludibili. Ciò che rischia di pregiudicare il futuro nostro, dei vostri figli e dei vostri nipoti, è un’emergenza planetaria che innanzitutto pregiudica il vostro presente. Siamo certi che i sindacati che vi rappresentano e vi tutelano, i sindacati che già conoscono e in alcune occasioni hanno abbracciato le istanze e le rivendicazioni di FFF, vorranno farsi parte attiva per tutelarvi in questa vostra decisione, e non si risparmieranno in sforzi per avviare già oggi il cambiamento di paradigma necessario».