di Filippo Poltronieri

ROMA – Un mese dopo, un’altra nave saudita prova a caricare materiale bellico a Genova. Ma i sindacati non ci stanno e, con il Collettivo autonomo dei lavoratori portuali, annunciano uno sciopero per fermare le operazioni. La nave che il 20 giugno attraccherà al terminal Gmt è la Bahri Jazan. Il suo viaggio in Italia ha lo scopo di recuperare proprio quei generatori elettrici lasciati a terra il 20 maggio da un’altra nave saudita, la Bahri Yambu, a seguito delle proteste dei lavoratori del porto.

Secondo i sindacati «lo scenario è rimasto immutato rispetto al 20 maggio scorso, nonostante le rassicurazioni della Teknel, azienda che produce i generatori, sul loro uso civile». L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza ha prodotto una controdocumentazione in cui si dimostra come l’esportazione di questi strumenti sia in realtà stata autorizzata dall’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento: prodotti dunque da considerarsi in tutto e per tutto a scopo bellico.

Oltre allo sciopero, i portuali hanno indetto, nella giornata di oggi, 19 giugno, un presidio sotto Palazzo San Giorgio. Il tema della guerra in Yemen e dell’esportazione di armi nella penisola arabica è emerso spesso negli ultimi mesi a Genova, ogniqualvolta una nave sospettata di voler caricare materiale bellico si è avvicinata al porto della città. Solo ieri un altro terminal, il San Giorgio, avrebbe rifiutato di scaricare un container, proveniente dalla nave Messina, che conteneva fucili Berretta pronti per essere inviati a Beirut.

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