di Siria Guerrieri

ROMA – Sul governo tornano a soffiare venti di crisi. La maggioranza giallo-verde, che sembrava aver ritrovato lo slancio per avviare quella Fase Due chiesta dal premier Giuseppe Conte all’indomani delle europee, resta in bilico. «Elezioni a settembre? Bisogna sempre essere pronti, sempre stare all’erta», dichiara ai giornalisti Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio. E Matteo Salvini appare sempre più tentato da un ritorno alle urne a fine estate. Perché ora, superata ogni impasse con i 5 Stelle, l’ostacolo maggiore per il leader della Lega è l’attuale titolare di via XX Settembre, Giovanni Tria.

A far traballare il governo è una delle misure bandiera del vicepremier leghista: la Flat tax. Da realizzare in deficit, nei piani del ministro dell’Interno. Ovvero alzando ulteriormente l’imponente debito pubblico italiano, oggi vicinissimo alla soglia del 135%. Opzione su cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia tuttavia hanno messo il veto, pronti ad alzare le barricate, decisi a evitare lo scontro con l’Unione Europea.

L’alternativa su cui sta meditando adesso Salvini dunque è varare una Legge di Bilancio con una maggioranza tutta a destra, senza più lo scoglio rappresentato dal ministro dell’Economia. E in caso di elezioni anticipate il leader del Carroccio ha in mano una nuova carta da giocare. L’ultimo sondaggio vede un’ipotetica maggioranza di governo possibile con le sole forze della Lega, insieme a quelle della nuova formazione dell’esponente dissidente di Forza Italia Giovanni Toti, battezzata “L’Italia in Crescita”. Il presidente della Regione Liguria ha già convocato per il 6 luglio prossimo al teatro Brancaccio di Roma l’appuntamento ufficiale per il lancio del nuovo partito, che dovrebbe contenere i ribelli di Forza Italia. In teoria numerosi, se i berlusconiani dovessero dar retta alle ultime rilevazioni degli istituti di ricerca demoscopica, che danno il partito del Cavaliere in caduta libera.

Visto il rapido evolversi dello scenario politico, Silvio Berlusconi ieri ha tentato il tutto e per tutto: «Fondiamoci con la Lega, e diamo vita a un partito unico del centrodestra», ha proposto ai vertici del suo partito nella riunione di Palazzo Grazioli. Salvini però chiude: «Il Cavaliere è finito, rappresenta il passato».

«Oggi un centrodestra in quanto tale non sembra esistere», confida la senatrice di Forza Italia Paola Binetti a Il Paese Sera. «Perché Salvini ha fagocitato tutto. E quel poco che resta è come se stesse subendo l’erosione continua da una mano rampante di un campo altrui», spiega la senatrice, da sempre esponente di vertice anche dei centristi dell’UdC. «L’UdC oggi – continua – rappresenta l’unico vero centro in politica. E ci chiediamo: tra noi e la destra rappresentata da Salvini, cosa rappresenta ora Forza Italia? Un soggetto attraversato da spinte divisive, il cui esempio più evidente è rappresentato da Toti. Che con la sua nuova formazione ha già fatto una scelta identitaria forte: si sta schiacciando sempre più a destra, su Fratelli d’Italia e soprattutto sulla Lega». E, commentando la proposta di Berlusconi di fondere Forza Italia in un centrodestra unico, la senatrice utilizza un’immagine metaforica di enorme efficacia: «Questo disse alla mosca il ragno…».

Di tutt’altro avviso Francesco Giro, senatore di Fi: «Forza Italia c’è e presto celebrerà il suo congresso costituente per scegliere il suo gruppo dirigente che affiancherà Silvio Berlusconi anche in vista delle ormai vicine e probabili elezioni politiche anticipate, quando parteciperemo – come ovvio che sia – ad una rinnovata alleanza con Lega e Fratelli d’Italia», dichiara in una nota.

«Siamo arrivati al redde rationem. Berlusconi non ha mai voluto individuare un suo delfino, un suo successore. E a questo punto gli sta scoppiando in mano la sua creatura», commenta a Il Paese Sera Federico Fornaro, deputato di Liberi e Uguali. «Il progetto di Toti per la costruzione di un nuovo soggetto alleato della Lega si sta materializzando. E coglie il Cavaliere in un momento di oggettiva difficoltà. Per la prima volta, il suo rientro in campo non ha dato i risultati sperati». Salvini, continua Fornaro, «pensa a una nuova maggioranza tutta spostata a destra. Tuttavia il leader della Lega sbaglia ad avere troppe certezze, perché sulle crisi di governo l’ultima parola spetta al Presidente della Repubblica. E Sergio Mattarella prima di sciogliere le Camere per indire nuove elezioni cercherà prima di verificare se c’è il terreno per una nuova maggioranza». A quel punto, spiega Fornaro, «ci potrebbero essere grosse sorprese per il Carroccio: non escludo dal punto di vista teorico un’ipotesi di apertura del Pd a nuove maggioranze».