di Giulia Polito

ROMA – Una coperta termica appesa al balcone, come una moderna bandiera arcobaleno color oro che grida “accoglienza”. È il simbolo della campagna #IoAccolgo, iniziativa promossa da 46 organizzazioni sociali e che parte oggi, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato. Lo scopo è dare voce a coloro che credono nell’accoglienza e nella solidarietà. E che si oppongono al decreto sicurezza bis, approvato pochi giorni fa.

La campagna è stata anticipata da un flash mob a Piazza di Spagna e che ha fatto il giro della rete: centinaia di persone con addosso le coperte termiche hanno colorato di oro le scalinate di Trinità dei Monti. Quell’immagine oggi è il simbolo dell’Italia che resiste alla paura.

«Le politiche fortemente restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiano nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti mettono a rischio i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali e producono conseguenze negative sull’intera società».

Non solo denuncia. La campagna ha anche lo scopo di avanzare alcune richieste collettive. All’Unione Europea anzitutto, affinché la questione migratoria «si affronti tutelando i diritti fondamentali sui quali essa si fonda e nel rispetto dei principio di solidarietà tra gli Stati membri. È urgente – scrivono i promotori – che si stabilisca un programma efficace di ricerca e salvataggio in mare a livello europeo, che si ponga fine alle politiche volte ad impedire l’ingresso in Europa delle persone bisognose di protezione e che venga adottato un sistema per un’equa distribuzione dei richiedenti asilo tra i diversi stati Ue».

Altro focus della campagna riguarda invece i canali di ingresso regolari, in modo che le «persone non siano più costrette ad affidarsi ai trafficanti e a rischiare la vita nel tentativo di entrare in Europa». Da rilanciare poi la politica estera e di cooperazione allo sviluppo, escludendo ogni accordo con l’esternalizzazione delle frontiere, in modo da promuovere la pace e i diritti umani.e ridurre le disuguaglianza nel mondo, affinché le persone non siano più costrette a lasciare il proprio Paese per fuggire i conflitti».

«Vogliamo vivere in un mondo – scrivono i promotori dell’iniziativa – che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti».