di Filippo Poltronieri

ROMA – Mangiare in Italia costa più che in Germania e in Inghilterra, nonostante il nostro reddito pro capite sia più basso di quello registrato a Londra e Berlino. Lo dice un’indagine Eurostat che mette a confronto un paniere di prodotti alimentari – e non solo – elaborando un indice dei prezzi, comparabile tra più Paesi. L’alimentazione del Belpaese costa il 13% in più della media Ue. Il Paese più caro per mettersi a tavola è la Danimarca, seguita da Irlanda e Lussemburgo, il più economico la Romania. Più costosa che altrove, in Italia la carne vale il 20% in più della media dei Paesi membri dell’Unione, il 18% in più pane e cereali, mentre il pesce sconta un rincaro del 7%.

Risparmiamo invece su tabacco e alcolici. Per quanto riguarda sigarette e affini, fatta 100 la media di prezzo dei 28 Paesi membri, i numeri italiani dicono -12%. Bere costa di più in Finlandia (82% sopra la media), Irlanda e Svezia. Prezzi alti anche in Grecia, dove una birra costa il 33% in più della media Ue, sempre secondo l’indice ponderato. Fumare costa un occhio della testa nel Regno Unito, dove una sigaretta vale più del doppio della media Ue, in Irlanda e in Francia (+41%), mentre i prezzi più bassi si registrano a Est, con Bulgaria, Polonia e Ungheria che guidano la classifica dei Paesi più economici.

Paese della moda, l’Italia è in media perfetta coi prezzi europei per quanto riguarda i prodotti di vestiario. I Paesi più cari, sempre in relazione al potere d’acquisto, sono ancora quelli scandinavi. Acqua, elettricità e gas in Italia sono in media con i costi europei. I luoghi più cari sono, in questo caso, Irlanda e Regno Unito, mentre la bolletta è meno salata in Europa dell’Est: Polonia, Romania e Ungheria. In Italia costa il 25% più della media prendersi cura della propria salute. Mentre sono in linea i costi per trasporti ed educazione, da noi, costruire costa il 22% in meno della media Ue.