Crisi Mercatone Uno, l’Emilia Romagna anticipa il Governo

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di Maria Panariello

ROMA – A oltre tre settimane dal fallimento di Shernon Holding, manca un’intesa sul futuro dei 1800 lavoratori del colosso del mobile Mercatone Uno, lasciati nel limbo senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. Presso il Ministero del Lavoro è stato convocato il tavolo di crisi «per discutere la situazione occupazionale e produttiva dell’azienda». In queste ore si capirà se il ministro Di Maio sbloccherà la cassa integrazione per gli ex dipendenti, procedendo alla liquidazione dei Tfr, come chiesto a gran voce dai sindacati. Nel frattempo, il Mise ha estratto a sorte tre commissari straordinari per gestire il futuro dell’impresa.

C’è però chi gioca d’anticipo sulle mosse del governo. La banca Unicredit ha annunciato la sospensione delle rate dei mutui casa ai dipendenti di Mercatone Uno per un anno. Molti sindaci italiani si sono mobilitati scrivendo al ministro Di Maio e scendendo in piazza a fianco dei lavoratori.

Ma è dall’Emilia Romagna – la regione italiana con il tasso di occupazione più elevato a livello nazionale, pari al 70% – che arriva la proposta più avanzata. La giunta regionale ha infatti approvato una delibera che assegna ai comuni un aiuto a chi rischia di perdere il lavoro. A beneficiarne, i comuni emiliani in cui hanno sede aziende in crisi e in cui risiedono lavoratori esclusi da ogni protezione sociale. Un’erogazione temporanea di 150mila euro, accordata di concerto con amministrazioni e sindacati, che avranno il compito di selezionare le famiglie interessate

Loro, i dipendenti di Mercatone Uno, saranno i primi destinatari di questo sussidio. Ma la misura sarà estesa ad altre 9 aziende e 678 lavoratori. «Si tratta di un primo supporto a carattere emergenziale e transitorio- ha dichiarato il presidente della Regione Stefano Bonaccini- destinato ai Comuni o loro Unioni, a titolo di rimborso una tantum, affinché possano assegnare risorse alle famiglie che piombano di colpo in condizioni di fragilità economica».

Affitto, utenze domestiche, beni di prima necessità, spese mediche e di emergenza, agevolazioni ai servizi comunali. È la Regione a farsi ammortizzatore sociale, venendo in soccorso ai nuclei più fragili dal 1 giugno 2019 al 31 dicembre 2020. Nella speranza che qualcosa dal Governo arrivi.