di Valentina Mira

L’insegna “Cinodromo” è ancora là: è la storia di questo posto a essere cambiata. A via della Vasca Navale sorge Acrobax, laboratorio occupato che ha ridato speranza alle centinaia di persone che l’hanno incrociato nel loro cammino. Prima era tutt’altro, ci si facevano le corse dei levrieri. Poi, negli anni Novanta, è diventato fuori legge costringere i cani a competizioni del genere, e il cinodromo è stato chiuso.

Lo spazio, molto vasto, è rimasto abbandonato per anni. Finché un giorno, il 20 novembre 2002, dei collettivi di studenti dell’università di Roma Tre, insieme a persone inserite da tempo nelle lotte per la casa, non hanno deciso di occuparlo. Da quel giorno di quasi 17 anni fa l’ex cinodromo è rinato sotto il nome di Acrobax. Negli anni anche la composizione di chi lo frequenta è diventata, giorno dopo giorno, sempre più variegata e trasversale: molte le famiglie con bambini, avvicinate dall’idea di sport popolare, a prezzi accessibili.

Tra le attività che Acrobax porta avanti, infatti, è forte la componente sportiva. C’è il rugby, sia femminile che maschile, e da cinque anni esiste anche una sezione giovanile. In tutto i tesserati sono circa 140, di tutte le età, e il rugby attrae non solo famiglie che frequentano da sempre spazi occupati, ma anche tantissimi che vi hanno messo piede per la prima volta proprio il giorno dell’iscrizione dei figli. «Questo consente un dialogo con realtà differenti che, se per un verso sicuramente è complesso, d’altra parte è un’enorme ricchezza», racconta Stefano, entrato 15 anni fa ad Acrobax proprio grazie al rugby. «Ero nella squadra, e da qui non me ne sono più andato», dice, e questo forse spiega meglio di qualunque altra cosa il significato dello slogan “Non si sgombera un’idea”.

Ci sono posti che sono anche questo, idee. Belle idee. E le belle idee si proteggono a tutti i costi.

Non solo rugby, però. Ad Acrobax c’è una palestra attiva sei giorni su sette, con prepugilistica, pugilato, ginnastica posturale. C’è una squadra di basket, e un campo esterno per la bella stagione. Quest’anno un ragazzo di Acrobax – Riccardo Papa – è anche arrivato in finale ai campionati italiani di pugilato, che si sono tenuti a Mondovì.

Poi la musica, le attività culturali. Esiste una sala prove e di registrazione totalmente auto-costruita nell’ambito del progetto che prende il nome di Renoize, in memoria di Renato Biagetti, ragazzo ucciso dai fascisti nel 2006 e qui mai dimenticato.

L’idea dell’accessibilità pervade Acrobax, che tra le altre cose mette a disposizione a chi studia o lavora nel quartiere una mensa popolare a prezzi molto accessibili, aperta dal lunedì al giovedì all’ora di pranzo. C’è un laboratorio di percussioni brasiliane. Si autoproduce perfino la birra.

Centinaia di persone in questi anni hanno qui trovato un riparo, un tetto sulla testa, grazie alla disponibilità dello spazio a ospitarle. Ora ci vivono in 15, e questo esempio di solidarietà in tempi di crisi fa capire quanto quell’“idea che non si sgombera” sia in realtà molto concreta. Quell’idea sono persone. Cultura. Uno spazio di speranza, di rinascita. Altro che corse di levrieri.

Da due settimane è poi iniziata la stagione estiva del Cineforum Gay, che il giovedì proietta film assolutamente inediti. Spiega Fabio Giuffré, che se ne occupa in prima persona: «In Italia 3600 film a tematica gay-lesbico-trans non sono mai arrivati». È per questo che lui, bilingue con lo spagnolo, ha deciso di proiettarli qui in lingua originale traducendo i sottotitoli in italiano. Un lavoro volontario e gratuito, il suo, per il quale ha detto di no a teatri, caffè letterari e altre realtà per rimanere qui ad Acrobax. Il motivo: «Qui c’è un progetto politico forte. È un posto magari caotico, ma sicuramente molto vitale. E questo fa la differenza».

Il tour de il Paese Sera all’interno dei 22 immobili inseriti nella lista “da sgomberare” del Viminale.

Puntata 1 – Metropoliz, la “casa-museo” che fa impazzire Salvini

Puntata 2 – Alle “Porte di Roma”, l’anomalia di via Volonté

Puntata 3 – Storia e memoria del Nuovo Cinema Palazzo, l’agorà di San Lorenzo

Puntata 4 – I 12 anni di precarietà di Corso Italia 108

Puntata 5 – L’occupazione “meticcia” di viale delle Province 196