di Erika Menghi

ROMA – Un parco pieno di musica indipendente, ricordi e battaglie. Un luogo d’incontro, soprattutto per i giovani. Un palcoscenico aperto in cui la cultura è accessibile a tutti e arriva dritta “ar core”. L’IFEST – Independent Festival Roma riempirà la cornice di Parco Ponte Nomentano a Montesacro dal 25 al 29 giugno con una proposta che, da sei anni a questa parte, si distingue nel panorama estivo romano. Cantautorato, poesia, dibattiti a cielo aperto, vini biologici e street food che strizza l’occhio al Medio Oriente: c’è tutto quello che serve per dettare «il ritmo per un mondo nuovo, un suono in sintonia con l’ambiente su cui sincronizzare i battiti dei nostri cuori», gli organizzatori l’hanno pensato così. E hanno messo le donne al centro con «una musica da cantare al femminile, che si accordi con le canzoni di protesta che si alzano dalle piazze delle donne che non chiedono solo uguaglianza, vogliono cambiare tutto».

Rivoluzione. Ecco il file rouge che connette Roma al Kurdistan. L’IFEST ha deciso di dedicare la giornata di giovedì 27 alla rivoluzione democratica, femminista ed ecologica del popolo curdo. Verrà intitolato il parco al partigiano Lorenzo “Orso” Orsetti, rimasto ucciso nella lotta contro l’Isis in Siria. Per far sì che non muoiano con lui i suoi valori e il suo ricordo continui a (r)esistere. Ci saranno i genitori e i suoi compagni, ci sarà un incontro (ore 19:30) con Zerocalcare, Wu Ming 1, combattenti internazionali YPJ e YPG, Yilmaz Orkan (Uiki Onlus) e Haskar Kirmizigul (Movimento donne del Kurdistan). Alle 21:30 il concerto di Montelupo, canzoniere anarchico che attualizza e arrangia vecchi canti politici. Ѐ nato da una costola de Il Muro del Canto, band da cui proviene anche Giancane, probabilmente l’artista indipendente più atteso del Festival.

Il cantautore romano porterà sul palco, martedì 25 alle 21:30, la sua musica irriverente, l’ironia che lo contraddistingue e pezzi inediti. Prima di lui ci sarà spazio per lo spettacolo “Tutte le strade portano ar core”, in cui si alterneranno la musica e le parole di Emilio Stella, Er Pinto, Adele Vincenti e Alessandro Montanelli. Il 26 si cambia registro: alle 20:00 una slam poetry, ovvero una sfida a suon di versi, a seguire Giorgio Canali, celebre esponente del rock italiano. Non mancherà un momento di riflessione, in questo caso sui morti di Stato. Inevitabilmente si partirà dal caso Stefano Cucchi, un processo lungo dieci anni che con la sua drammaticità ha palesato un problema di cultura democratica delle forze dell’ordine. Si parlerà anche di violenze e abusi nelle carceri.

La penultima giornata inizierà con la presentazione del libro “La Legge del Mare. Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo” di Annalisa Camilli, un viaggio a bordo delle navi di soccorso dei migranti, e si chiuderà con il live della band Sick Tamburo. L’ultimo giorno toccherà alla leggenda del rap italiano Kaos One, assieme ai torinesi Dsa Commando e al veterano della scena romana Lucci, dare vita ad uno dei concerti hip hop più attesi, “Balliamo sulle vostre macerie”. After show con Welcome2theJungle, Dj Ceffo e Danno.