dal nostro inviato Filippo Poltronieri

ACCRA – Un’infermiera scruta il cielo camminando nervosamente nel cortile dell’ospedale ghanese di New Tafo, un centinaio di chilometri a nord della capitale Accra. In sala operatoria c’è Charles, un uomo di 44 anni che ha fatto un incidente in moto e ha urgente bisogno di una trasfusione. Un ronzio si fa sempre più rumoroso, i bambini che stazionavano con le madri in sala d’attesa accorrono e alzano anche loro gli occhi al cielo, dove sempre più chiara si distingue la sagoma di un drone. Il piccolo velivolo arriva rapidamente a sorvolare l’ospedale e sgancia un pacco di cartone che, attaccato a un paracadute, raggiunge il suolo in pochi secondi. La scatola viene raccolta prontamente dall’infermiera, dentro ci sono due sacche di sangue, sono arrivate in appena venti minuti, in tempo utile a salvare la vita dello sfortunato motociclista.

Charles è la prima persona ad avere usufruito del più grande sistema di consegna al mondo di materiale sanitario tramite droni. E il paese ad aver adottato questa tecnologia capillare, che raggiungerà oltre 12 milioni di persone, circa la metà della sua popolazione, è il Ghana. I droni consegneranno 150 tipi di prodotti diversi: tra questi sangue, vaccini di routine, vaccini di emergenza e antidoti per veleni. Con un semplice messaggio o via whatsapp, l’ospedale contatterà il più vicino dei quattro centri di distribuzione sparsi nel paese e in circa trenta minuti riceverà i medicinali richiesti. Per ora è stato inaugurato un centro, nei prossimi mesi ne verrano aperti altri tre, tutti operativi sette giorni su sette, 24 ore su 24.

«Le nostre strade non sono in buone condizioni e le consegne tradizionali impiegano ore ad arrivare», spiega il direttore dell’ospedale di New Tafo, il dottor Wotwe Wiredu. «Questo sistema ci aiuterà soprattutto con le emergenze, in particolare a ridurre la mortalità materna». Oltre a ridurre i tempi, la tecnologia adottata dal governo ghanese contribuirà a ridurre l’inquinamento – grazie all’utilizzo di mezzi di trasporto ecosostenibili – e gli sprechi, con l’eliminazione del problema delle scorte di sangue e medicinali dei quali non è possibile prevedere l’effettiva necessità. Ogni centro di distribuzione avrà a disposizione 30 droni, nel complesso ogni giorno potranno essere effettuate fino a 600 consegne. I velivoli raggiungono una velocità di 110 chilometri all’ora e hanno un’autonomia di 160 chilometri. Possono trasportare fino 1.8 chili di materiale e hanno un sistema che permette di mantenere, e verificare all’arrivo, la catena del freddo.

Il Ghana è un paese in forte espansione, il suo Pil è cresciuto circa dell’otto per cento nel 2018, più di quello cinese, e si è recentemente svincolato dalla tutela del Fondo Monetario Internazionale che ha chiuso i rubinetti degli aiuti a partire dal 2 aprile di quest’anno. L’indipendenza economica e uno sviluppo industriale maggiormente autonomo sono tra gli obiettivi del presidente in carica Nana Akufo-Addo. Tuttavia ancora 2,8 milioni di persone, il 10% della popolazione, vive in condizioni di estrema povertà, con meno di due dollari al giorno. Il tasso di mortalità materna è ancora molto elevato: 319 madri su 100mila nascite.

Ecco perché, con lo slogan “no wealth without health” – senza salute non c’è ricchezza – il presidente eletto nel 2017 ha inserito tra i principali obiettivi un netto miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. «Nessuno in Ghana deve più morire perché non ha accesso alle cure di base», ha dichiarato Akufo-Addo commentando la nuova tecnologia. Una soddisfazione che traspare anche nelle parole del direttore del Ghana Health Service Anthony Nsiah-Asare: «È un sogno che diventa realtà. Raggiungeremo milioni di persone risparmiando anche denaro. Il Ghana è adesso all’avanguardia nel mondo».

Il governo ghanese ha acquistato la tecnologia da Zipline per quattro anni e 10 milioni di sterline. La start-up americana è già operativa da tre anni in Ruanda, dove per la prima volta nella storia ha utilizzato i droni a scopo sanitario, effettuando finora 13mila consegne e coprendo il 65% dei rifornimenti di sangue in Ruanda. Alla costruzione delle infrastrutture necessarie all’avvio del sistema in Ghana hanno contribuito anche l’Alleanza Globale per i Vaccini, Gavi e la Fondazione UPS per la sostenibilità. Dal primo accordo verbale all’apertura del centro di Omenako – il primo dei quattro che riforniranno oltre 2mila ospedali del Ghana – è passato solo un anno. Un risultato reso possibile da un impianto burocratico e legislativo che ha permesso di ottenere i necessari lasciapassare in campo sanitario e di aviazione. «Entro fine anno renderemo operativi tutti i centri – spiega Keller Rinaudo, amministratore delegato della giovane azienda americana – Entro il 2020 vogliamo arrivare a coprire l’intero paese ma la missione di Zipline non si ferma a questo: vogliamo arrivare a una copertura mondiale». Nel 2019 i droni dovrebbero volare anche in North Carolina e nel Sud Est asiatico, sperimentazioni che, chissà, potrebbero fare da apripista a un loro impiego anche in qualche paese europeo.

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