di Giulia Polito

ROMA – Vista da lì, dopo più di due settimane dal momento del salvataggio, Lampedusa sembra ancora lontana. Eppure solo pochi metri di distanza la separano dalla terra ferma. Da giorni la Sea Watch continua a danzare sulle onde del Mediterraneo: si avvicina e si allontana, senza riuscire ad attraccare per far sbarcare l’equipaggio e i 42 migranti recuperati in mare. In corso c’è un Truman show da cui nessuno riesce a scendere.

Intanto la capitana Carola Rackete è stata iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento e violazione dell’articolo 1009 del codice della navigazione. Una procedura d’ufficio anche se nessun atto è stato ancor notificato. La nave non è stata invece sequestrata. Due persone nella notte sono sbarcate per urgenza medica. Il presidente Giuseppe Conte annuncia la disponibilità da parte di Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo ad accogliere le persone ancora a bordo.

Beatrice Brignone (Possibile) è a Lampedusa da ieri. Dopo essere stata a bordo della Sea Watch è sbarcata nuovamente sull’isola, dove ha passato la notte sul sagrato della chiesa. Qui i cittadini passano la notte in segno di solidarietà ai migranti: «Il clima a bordo è surreale, di attesa sospesa a guardare un mare placido e meraviglioso» commenta a Il Paese Sera. «Sulla terra ferma invece la sensazione delle persone è quello di abbandono. E’ un piccola isola caricata da due continenti: da un lato l’Africa, con i flussi migratori costanti, dall’altro l’Europa, sempre più lontana». Un’isola che nel giro di pochi anni è riuscita a passare da un estremo all’altro: da terra candidato al Nobel per la pace per le sue politiche di accoglienza a porto chiuso.

Attualmente a bordo della nave c’è anche Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): «C’è uno stato di grandissima difficoltà psicologica sia da parte dell’equipaggio che da parte dei migranti. Loro soprattutto, arrivati sin qui nella convinzione che in Europa ci sarebbe stato pieno rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, non riescono a capire il motivo per cui non sono ancora stati fatti sbarcare». E in merito alla trattativa attualmente in corso con l’Europa: «Ci sarebbe molto da dire sul metodo che viene seguito che non ha nulla a che fare con la giusta gestione delle cose. Occorre superare definitivamente lo stato di emergenza delle cose e adottare politiche concrete».

L’impegno da parte degli paesi europei, annunciato da Conte in queste ore, commenta Brignone «è giusto. E’ chiaro che c’è bisogno di una politica di redistribuzione». Mentre per quanto riguarda l’Italia «ricordiamoci che la solidarietà non è un’optional, è un valore imposto dall’articolo 2 della Costituzione».