di Erika Menghi

ROMA – Un’onda green bagna le coste italiane. Dalla Puglia, che è stata la prima regione a bandire la plastica monouso in spiaggia, agli 8 km di litorale di Bibione, in Veneto, apripista per il mare smoke free. Più di un progetto, una scelta culturale. Un investimento sul futuro a bandiere verdi oltre che blu. La “gara” è partita prima dell’estate e si è estesa a macchia d’olio da Nord a Sud, fino alle isole. Sarà che persino le elezioni politiche hanno mostrato una crescita dell’interesse per l’ambiente. Sarà che tra mozziconi e rifiuti anche i lidi più belli si stavano lasciando sommergere.

La grande onda ecologista va rapportata alle diverse realtà, alle difficoltà, per esempio, di alcune località della Sardegna come Orosei e Golfo Aranci di assicurare i controlli su tutti i divieti già esistenti. Figurarsi sui nuovi. Affidarsi al buon senso è una non-scelta. Ci sono 13 Regioni affacciate sul mare e due isole, tutte stanno seguendo la tendenza dell’estate. Alcune solo per la plastica, altre per le sigarette, molte si impegnano su entrambi i fronti e le poche che ancora non lo stanno facendo si stanno attrezzando.

Lungo i 130 chilometri di costa del Friuli Venezia Giulia la novità è già attiva da aprile. La famosa Lignano Sabbiadoro è stata resa plastic-free, mentre già dal 2014 aveva iniziato il processo anti-fumo. A precederla nel divieto alle sigarette sotto l’ombrellone è stata Bibione, al di là del fiume Tagliamento che traccia anche il confine col Veneto. Con il progetto “RespiriAMO il Mare” il comune in provincia di Venezia ha bandito i mozziconi per proteggere le acque, il suolo e le persone dal fumo passivo. Già dal 2011. La novità sono le aree fumatori costruite con il legno delle foreste colpite dal ciclone Vaia dello scorso ottobre: 43 le strutture consegnate e installate.

La prima spiaggia della Liguria ad attuare lo stesso provvedimento è stata Savona, poi Lerici e Arenzano, dove il divieto è esteso alle aree giochi dei bambini nel Paese. Riva Ligure sta puntando sull’ambiente: ordinanze smoke e plastic free riguardano l’intero tratto costiero della bandiera blu e seguono quanto testato l’anno scorso dal sindaco Giorgio Giuffra, pioniere in provincia di Imperia con il divieto di fumo sulla spiaggia San Siro.

I 15 chilometri di spiagge di Rimini non saranno solo all’insegna del divertimento. Via plastica e sigarette, litorale accessibile e pure connesso al mondo digitale. L’Emilia Romagna del futuro sta sperimentando, anche con i cocktail: cannucce in amido di mais, bicchieri in Pla (la bio-plastica). La differenza sta nel prezzo: gli eco-materiali costano 5 volte tanto ai commercianti e, quindi, ai consumatori. Ma l’ambiente ringrazia. Nelle Marche c’è Pesaro che fa pagare a carissimo prezzo le trasgressioni: fino a 500 euro di multa per chi fuma o getta il mozzicone in acqua e sulla battigia. La dotazione di 150 posaceneri dovrebbe aiutare. Il prossimo step, annunciato, è il divieto per la plastica monouso. San Benedetto del Tronto non è da meno. Ancona e Falconara hanno avviato una campagna di sensibilizzazione: 80 cartelli da piazzare negli stabilimenti e sul lungomare con il tempo di biodegradabilità di oggetti e contenitori di plastica. Anche le sigarette sono state bandite dalle spiagge. In questo caso, non è l’unico, è stata la Regione ad allinearsi con le ordinanze di alcuni comuni.

La Toscana in tempi molto rapidi, un paio di settimane, ha fatto passare la legge che bandisce la plastica negli stabilimenti balneari e pure nei parchi. Fino al 21 settembre 2019 in tutti i lidi, da Viareggio a Torre del Lago.

Il Lazio ha promosso il progetto plastic free beach lo scorso aprile, con cui premierà chi favorisce pulizia e riuso nei venti comuni del litorale laziale. Con incentivi. Tarquinia, Ladispoli, Fiumicino, Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia, ma anche Ostia e le isole Ponza e Ventotene. In questi territori è prevista l’installazione di case dell’acqua, eco-compattatori di plastica, carta e alluminio, strutture dedicate alla raccolta e al recupero di bottiglie, imballaggi e contenitori. I fondi li stanzierà la Regione. Non tutte le spiagge citate saranno anche smoke free, però. Non lo è (ancora) per esempio Sperlonga, che ha comunque installato raccoglitori di mozziconi in tutto il Paese e in corrispondenza degli accessi al mare.

In Abruzzo il Codacons si è fatto sentire. Ha presentato una diffida alle Prefetture per adottare misure urgenti per l’ambiente. In caso contrario, è pronta la denuncia per “concorso in inquinamento e danneggiamento aggravato del patrimonio culturale”. Un accordo per un progetto sperimentale era stato firmato quattro mesi fa tra la Regione e Legambiente. Alba Adriatica intanto ha detto no al fumo ed è destinata a fare scuola. In Molise il divieto all’uso della plastica monouso è contenuto nel piano sicurezza dei litorali, la particolarità è che è valido solo per i titolari dei lidi e non per i privati cittadini, liberi di utilizzare piatti, bicchieri e posate in plastica, con la sola speranza che non abbandonino i rifiuti in spiaggia. La Campania ha bandito la plastica, non ancora le sigarette. Sull’isola di Capri, per esempio, uno storico ristorante si è attrezzato per la vendita da asporto in materiale bio e compostabile.

Storia simile in Basilicata, con Policoro e Maratea sugli scudi nella lotta per mare e spiagge puliti, e in Calabria, dove prosegue l’iter istruttorio per l’avvio della campagna sperimentale plastic-free nella città di Reggio Calabria. Restano un po’ più indietro rispetto alle altre Regioni. Non è questione di Nord o Sud in questo caso, perché nella vicina Puglia, con Porto Cesareo in prima fila, sono state messe al bando sia la plastica sia le sigarette. Un’iniziativa collaterale la sta mettendo in pratica il comune di Fasano, che ha installato un pesce mangia-plastica a Torre Canne per aiutare i veri abitanti del mare.

In Sicilia sono soprattutto le isolette le più attente e alle Egadi è andato persino l’attestato “Pionere Plastic Free” di Legambiente. Addio fumo in riva al mare in Sardegna, soprattutto a Stintino, dove già dall’anno scorso nella celebre “La Pelosa” erano state bandite le sigarette. Via anche la plastica, specie nella zona più meridionale.

Le iniziative non mancano. WWF Italia ha indetto un tour #plasticfree a cui si può partecipare compilando il form online. Man mano che vengono pulite le spiagge e i fondali compare un ombrellino verde sulla mappa della nostra Penisola. Le adesioni si sono moltiplicate a vista d’occhio e, conseguentemente, la ricerca di rifornimenti alternativi. Più cari, ma ecosostenibili. Diventa così un fatto culturale, bisogna far passare il messaggio dell’investimento sull’ambiente per il futuro di fronte ad una spesa maggiorata. Ci sono, poi, titolari di concessioni che hanno scorte da smaltire, prodotti pronti alla vendita che non possono trasformarsi in rifiuto senza passare dal consumo. Non tutti i sindaci obbligano i commercianti a mandare in pensione la plastica. O le sigarette. Limiti evidenti di un’onda green che avrà bisogno di tempo per allungarsi su tutta l’Italia uniformemente.


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